Nel freddo pomeriggio del 15 gennaio 2009, il volo 1549 della US Airways partì dall'aeroporto di LaGuardia con 155 persone a bordo, diretto verso la Carolina del Nord. Pochi minuti dopo il decollo, entrambi i motori fallirono quando uno stormo di oche canadesi colpì l'aereo, lasciandolo senza potenza sopra Manhattan. Nella cabina di pilotaggio, il capitano Chesley “Sully” Sullenberger aveva solo 208 secondi per agire, decidendo infine di eseguire un atterraggio d'emergenza in acqua nel gelido fiume Hudson piuttosto che rischiare di tentare di raggiungere un aeroporto. Con straordinaria abilità e calma, Sully guidò l'Airbus A320 verso il fiume, mantenendolo intatto e prevenendo che si ribaltasse o si frantumasse. Le imbarcazioni di soccorso arrivarono rapidamente, aiutando i passeggeri a mettersi in salvo dalle ali e dai salvagenti. Tutti e 155 gli occupanti del volo sopravvissero, un risultato miracoloso date le circostanze. Questo evento, successivamente chiamato “Il Miracolo sull'Hudson,” divenne un testamento globale al coraggio umano e al pensiero rapido. Il capitano Sullenberger fu celebrato non solo per la sua maestria tecnica ma anche per la sua calma e la sua leadership decisiva sotto estrema pressione, incarnando l'eroismo di fronte a probabilità quasi impossibili. © History Pictures #drthehistories